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L’Antica Corte Pallavicina... una storia di famiglia

Nostro bisnonno, era mezzadro nel podere Piantadore del maestro Giuseppe Verdi. Nostro padre diceva che il nonno gli raccontava che il maestro (così veniva chiamato in zona) era un grande intenditore di cose buone. A Natale, quando dovevano da contratto consegnare una parte di pollame e salumi, esigeva il massimo della qualità. Poi un giorno il bisnonno Spigaroli Carlo nel falciare l’erba uccise una lepre; da buon servitore la portò al Maestro.Costui andò su tutte le furie dicendogli che nessuno poteva permettersi di ammazzare gli animali che stavano sui suoi terreni e che a San Martino doveva trovarsi un altro posto. Incredulo ma sicuro che il Maestro avrebbe mantenuto la parola, cominciò a cercare un altro podere a mezzadria.

Scorcio delle cantine di stagionatura nei sotterranei del palazzo

Alla fine lo trovò a Polesine solo a due chilometri da dove era prima (non era sicuramente facile trovare dopo essere stati cacciati da tale personaggio), dove gli fecero un contratto per un solo anno, ma alla fine ci rimase più di trenta!!! Nostro padre ci raccontava che suo nonno era un uomo di grande saggezza, infatti mai dopo quel fattaccio parlò male del maestro; scherzosamente diceva con i suoi figli “sarebbe stato meglio l’avessimo mangiata”. Ringraziava Verdi perché gli aveva insegnato a far bene le cose e il senso della perfezione. Ormai sono passati circa 130 anni, ma a noi il culto delle cose ben fatte è rimasto. Nel 1905 nostro nonno Spigaroli Luigi figlio di Carlo riesce a diventare fittavolo dell’Antica Corte Pallavicina.

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