|
PRODUTTORE
ASSOCIATO
CONSORZIO DI TUTELA DEL
CULATELLO DI ZIBELLO
D.O.P. |
 |
|
|
Il Ristorante
|
 |
|
|

|
Si trova a Polesine, nel
cuore della Pianura Padana, a ridosso dell’argine maestro,
adagiato sul Po, con una splendida vista sul fiume, il verde
parco intorno, le ampie sale e la cordialità e l’esperienza
della Famiglia Spigaroli che da generazioni lo conduceLocale che vanta una storia antica, ricca di vicende, risalente alla fine della prima
guerra mondiale, oggi è una delle più complete strutture di ristorazione. |
 |
|
|
|
 |
La sua ubicazione
particolar mente felice, la qualità del servizio offerto, la professionalità acquisita fanno dell’azienda di
Massimo e
Luciano una invidiabile realtà. Per i buongustai è tappa obbligata. La cucina locale viene proposta con particolare attenzione alla genuinità delle materie prime esaltate in cucina dal talento di Massimo.
Riscoprirete i piatti delle vecchie
tradizioni come gli eccellenti salumi (tutti prodotti in proprio) ed il delicato pesce di fiume.
La nostra professionalità è a vostra disposizione sempre ed
ovunque.
|
 |
|
|
La Storia
|
 |
|
|
La nostra storia ha origini lontane: siamo nel 1920 e la Famiglia Spigaroli
originaria di Polesine possedeva il traghetto e trasportava passeggeri e merci da una sponda all’altra del fiume. Poichè per passare con il traghetto il Po richiedeva parecchio tempo, vennero creati su entrambe le
sponde del fiume, locali di fortuna, costruiti con legno e lamiere per tenere al coperto i viaggiatori in attesa del traghetto. Attorno vennero piantati pioppi e gelsi le cui ombre in estate procuravano
refrigerio ai passeggeri. Fu subito un Successo, arrivava gente non solo per passare il fiume (Polesine era passag- gio obbligato per Cremona) ma anche per incontrarsi nelle due baracche osteria che venivano
chiamate “Lido”. Si cominciarono a
friggere anguille, carpe, tinche, ambolina, affettare buon
culatello, salami, a produrre i primi gelati della zona. Venne
poi costruita una pista da ballo in cemento dove d’estate
arrivavano le orchestrine campagnole ad allietare le serate.
|
 |
|
|
|
|
In poco tempo la fama del “Lido” arrivò alle città vicine,
durante l’estate arrivava gente con il tram a vapore da Parma,
in bicicletta da Fidenza, altri con il calesse... era un
successo. Arriva la guerra 1940/45 e le baracche osteria vennero occupate dai tedeschi a guardia del
fiume. Gli uomini delle famiglia Spigaroli erano al fronte, il traghetto venne affondato e sembrava che tutto ormai fosse perso. Ma una tenace forza di volontà (riconosciuta a questa Famiglia sempre intraprendente)
li spronò a non
desistere, risistemarono il vecchio “Lido” sulla sponda parmigiana e ricominciarono da capo. Tutto sembrava arridere finalmente a questa gente laboriosa quando nell’autunno del 1951 una spaventosa alluvione del Po distrusse ogni cosa. Nella primavera del 1952 venne di nuovo ricostruito il “Lido”, sempre in legno e lamiere, ma con una cucina a lato dove alla domenica venivano cucinati tortelli d’erbette (grande specialità della cucina parmigiana), pesci del Po, torte casalinghe e gelati.
|
 |
|
|
|
|
E da allora i turisti oltrechè da Parma si fecero sempre più numerosi anche dalle città vicine,
attratti dalla buona cucina degli Spigaroli e dalla vicinanza dei luoghi Verdiani. Intanto erano nati tre figli (Pierluigi, Massimo e Luciano); siamo nel 1960 e papà Marcello, la mamma Enrica la zia Emilia, cuoca
eccellente, decidono di gettare le fondamenta in muratura attrezzando una vera e propria trattoria con alloggio. Non aveva ancora un nome; ci pensò il pittore Walter Madoi originario di PieveOttoville e amico di
famiglia, affrescando il bar e la saletta ristorante con cavalli bianchi in corsa in giovani pioppeti lungo il Po e così venne battezzato “Al Cavallino Bianco”.
Il locale dal 1961, data di inaugurazione, è stato più volte ampliato e
ristrutturato. Chi lo conduce? Sullo sprone e l’amore della madre Enrica, sono i due fratelli Massimo e Luciano che si sono attribuiti compiti diversi: a Massimo la cura dei salumi e della cucina, a Luciano il
servizio di sala e la cantina.
|
 |
|